Il piede, struttura "Multitasking"

A tutti è noto che il piede è una delle strutture più importanti, dell’organo della deambulazione, se non altro perché permette il contatto del nostro corpo con la terra. A questa elementare funzione statica di appoggio si aggiunge quella altrettanto nota di propulsione. Le dita del piede che di esso sono parte fondamentale si comportano infatti come le ruote di un’autovettura consentendo l’avanzamento del corpo. Ma i compiti da esso assolti non si esauriscono qui.

La presenza di numerosi recettori cinestetici in grado di inviare impulsi ci consente di percepire e conoscere la posizione del nostro corpo nello spazio e di controllarne il movimento. Non solo, la riflessologia, scienza alternativa alla medicina tradizionale, individua nel piede una vera e propria mappa di punti riflessi che se, opportunamente stimolati, condizionano positivamente il funzionamento di organi da esso lontani. Ma una delle funzioni più importanti del piede è quella di costituire una vera e propria pompa vascolare che permette il ritorno del sangue venoso al cuore. Questa attività è così potente da far definire il piede, secondo cuore.

Nella nostra società tuttavia il piede non è messo nelle condizioni ottimali di funzionamento, chiuso com’è dentro una calzatura che si lo protegge ma non lo stimola. Durante la nostra giornata lavorativa percorriamo molti passi ma sempre su un terreno piatto, poco stimolante e disinformativo. Molte delle patologie del piede e dell’arto inferiore (insufficienza venosa e/o flebopatie varicose) derivano anche da questa situazione. Di qui l’idea di progettare una piastrella in silicone, che presenta sulla sua superficie un certo numero di piccole emisfere rilevate, di durezza definita, atte a creare una pressione localizzata su piccole aree della pianta del piede variabili in funzione dell’appoggio del piede.

Le piastrelle sono variamente componibili per creare pavimentazioni o corridoi di percorrenza a seconda delle esigenze personali anche in ambito lavorativo. La pressione che viene esercitata varia ovviamente anche in funzione del peso e delle dimensioni del piede del soggetto. Trova indicazione, oltre che nella quotidianità per migliorare il ritorno venoso, anche in ambito riabilitativo nei postumi di fratture degli arti inferiori, negli esiti di forme neurologiche ed in tutte quelle situazioni in cui è auspicabile stimolare la pianta del piede. È anche indicato per migliorare la propriocezione del piede del bambino e per prevenire il piede piatto.

La piastrella ortopedica migliora il riempimento venoso

Il video mostra i risultati del test tecnico sulla piastrella ortopedica.

Nel video si vede come a destra, dove è stata applicata la piastrella, il tempo di riempimento venoso è aumentato del 17%. 56,9 secondi contro 48,4. Cioè l’azione di pompa è decisamente migliore rispetto al piede sinistro che non è posto sulla piastrella.

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